LERCH Egon (1886-1915)
Tenente di vascello; Comandante del sommergibile “U 12” (21 agosto 1914 - 8 agosto 1915)

Egon Lerch nacque a Trieste il 19 giugno 1886 e morì, in missione al comando del suo sommergibile “U 12”, al largo di Venezia, l’8 agosto 1915.
Figlio del capitano di fregata della k.u.k. Kriegsmarine (“Fregattenkapitän”) Richard Lerch, aveva seguito le orme del padre e frequentato dal 1900 al 1914 l’Accademia Navale (“Marine-Akademie”) di Fiume. Completati gli studi entrò, il 18 giugno 1904, nella k.u.k. Kriegsmarine.
Dal 1° marzo 1907 al 19 luglio 1907 servì come cadetto di 2ª classe (“Seekadett 2. Klasse”) sull’incrociatore corazzato “Sankt Georg” e, successivamente, con lo stesso grado, fu imbarcato sulla corazzata “Tegetthoff”, poi sulla corazzata “Erzherzog Ferdinand Max” e sulla “Bellona” (l’ex corazzata a casamatta “Kaiser”), divenuta nave alloggio per i lavoratori dell’Arsenale di Pola.
Il 1° luglio 1907 Egon Lerch fu promosso cadetto di 1ª classe (“Seekadett 1. Klasse”) e il 1° novembre 1908 tenente di fregata (“Fregattenleutnant”). Dal 21 settembre 1910 al 10 maggio 1912 fu secondo ufficiale sul sommergibile “U 6”, per poi ricoprire l’incarico di secondo ufficiale sulla torpediniera “Pinguin”. Nell’ottobre 1912 fu ufficiale a bordo dell’incrociatore corazzato “Kaiserin und Königin Maria Theresia”.
Ottenne il primo comando di una nave il 6 dicembre 1912 sulla torpediniera “XVI” dove rimase sino al 30 agosto 1913. Nel frattempo, il 1° gennaio 1913, era stato promosso tenente di vascello (“Linienschiffsleutnant”). Assegnato alla nuova arma sottomarina (aveva frequentato un corso a Pola ancora nell’ottobre 1909), fu nominato il 25 maggio 1914 comandante degli equipaggi di riserva dei sommergibili “U 5” e “U 6” e il 21 agosto dello stesso anno passò al comando del “U 12“.
Si trattava di un sommergibile da 273 tonnellate di dislocamento in immersione, costruito fra il 1909 e il 1911 nei Cantieri Whitehead di Fiume, armato con due tubi lanciasiluri (4 siluri in totale) e 1 cannone a tiro rapido da 3,7 cm, con un equipaggio di 4 ufficiali e 15 uomini.
Mentre era ancora in vita Egon Lerch fu decorato con la Croce di servizio 1908 e la Croce di Cavaliere dell’Ordine di Leopoldo con foglie e spade. Dopo la sua morte fu decorato, nel 1921, con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per gli Ufficiali. Altre fonti affermano che fu decorato, sempre alla memoria, l’8 luglio 1935 con la “Schwarzes Kreuz” (“Croce Nera”) austriaca, associazione fondata nel 1919 in Austria col compito di mantenere viva la memoria dei caduti austro-ungarici durante la prima guerra mondiale.
Durante la prima guerra mondiale Egon Lerch guidò l’ “U 12” in quattro missioni. Nel corso della prima missione che si svolse fra il 20 dicembre 1914 e il 22 dicembre 1914, l’ “U 12” colpì a prua, nel Canale d’Otranto, con 2 siluri, la corazzata francese “Jean Bart”, da 23.470 tonnellate, ammiraglia della flotta dell’Intesa nel Mare Adriatico, che navigava senza scorta di unità minori, a 9 nodi di velocità, presso ad un convoglio.
La “Jean Bart”, salvata dall’affondamento dalla rapida chiusura dei compartimenti stagni, fu trainata a Malta dove rimase in cantiere a riparare i danni per molti mesi. Durante l’attacco dell’ “U 12” il mare era grosso e il sommergibile rollava sensibilmente. Lerch, che, a causa della pessima visibilità, non poteva essere certo della mancanza di una scorta ravvicinata alla corazzata francese, decise di lanciare i siluri in superficie per poi immergersi velocemente ed allontanarsi.
Nel corso della seconda missione, che si svolse dal 21 marzo 1915 al 28 marzo 1915, il 22 marzo l’ “U 12” catturò due velieri montenegrini, il “Fiore di Dulcigno” e l’ “Hilussie” e li condusse alle Bocche di Cattaro. Nel corso della terza missione, iniziata il 30 marzo 1915, il giorno successivo catturò 5 trabaccoli italiani (“Fiore I”, “Buona Fortuna”, “Fiore II”, “Indaverdi” e “Hailie”) e li condusse come prede alle Bocche di Cattaro dove li affidò alla custodia di una torpediniera, per ripartire immediatamente e proseguire la missione. La quarta missione durò nove giorni, dal 23 maggio 1915 al 31 maggio 1915. L’ “U 12” silurò e affondò, a nord est di punta Salvore, lungo le coste dell’Istria, verso mezzanotte, il piroscafo greco da carico “Virginia” che navigava senza luci di posizione ed era pertanto stato individuato come nemico. La Grecia era peraltro uno stato neutrale e il Ministero della Guerra austro-ungarico negò a lungo il siluramento, affermando che il “Virginia” era esploso su di una mina.
Il 7 agosto 1915 l’ “U 12” salpò da Trieste per Venezia e Chioggia, senza più fare ritorno. Suo obiettivo era quello di introdursi nel porto di Venezia ed attaccarvi le navi della Regia Marina Militare Italiana che vi erano ormeggiate. Ma nemmeno Egon Lerch riuscì a violare l’ingresso nella munitissima laguna di Venezia, difesa da numerosi campi minati.
Il pomeriggio dell’8 agosto 1915 alle 16:39 una piccola imbarcazione italiana di guardia che usciva da Venezia vide, a circa 3 miglia di distanza, una forte esplosione. Sul mare furono avvistate una macchia d’olio e chiazze di benzina. L’11 agosto la stampa italiana annunciò il siluramento di un sommergibile della k.u.k. Kriegsmarine ad opera di un sommergibile italiano. Successivamente, nei giornali italiani del 19 agosto, si parlò di una torpediniera che avrebbe navigato nelle vicinanze del tratto di mare dove era avvenuta l’esplosione.
La successiva letteratura storica italiana afferma che la cannoniera “Brontolo” aveva notato l’avvicinarsi dell’ “U 12” mentre si stava immergendo e lo aveva deliberatamente condotto in un campo minato le cui mine erano situate alla usuale profondità cui navigavano i sottomarini in immersione. L’ “U 12” aveva seguito la cannoniera, ma non conoscendo esattamente il percorso sicuro nel campo minato, era incappato in una mina.
In realtà l’affondamento del sommergibile della k.u.k. Kriegsmarine, che la stampa italiana vantò come un’audace azione di guerra, fu un caso del tutto fortuito in quanto la Regia Marina Italiana ignorava la missione dell’ “U 12”.
Un’altra versione dei fatti afferma che fu il cacciatorpediniere italiano “Rosolino Pilo” a speronare, probabilmente per caso, il 7 agosto 1915 l’ “U 12”, verso le 05:00 presso la bocca di Lido della Laguna di Venezia a sei miglia e mezzo dal “passo” del Lido, al traverso del faro di Piave. Il sommergibile, colpito, si sarebbe posato sul basso fondale, dove successivamente, a causa dei danni subiti, sarebbe esploso.
Quando i sommozzatori italiani si immersero, scoprirono il relitto dell’ “U 12” con la poppa letteralmente spazzata via. L’ “U 12” fu il primo sommergibile della k.u.k. Kriegsmarine ad essere affondato durante il primo conflitto mondiale. Alla fine del 1916, gli italiani recuperarono il relitto dell’ “U 12” e lo trasportarono a Venezia. Le salme dell’equipaggio furono sepolte, con gli onori militari, nel cimitero dell’isolotto di San Michele a Venezia. Nel 1935 l’ “Österreichischer Marineverband” vi costruì un monumento alla memoria del comandante Egon Lerch e del suo equipaggio.