MONTECUCCOLI Rodolfo degli Erri (1843-1922)
Ammiraglio; Comandante in capo della Marina (ottobre 1904 - febbraio 1913)

Rodolfo Montecuccoli, ammiraglio, fu Comandante in Capo della Marina dall’ottobre 1904 al febbraio 1913, succedendo in questo incarico all’ammiraglio Hermann von Spaun. Nello stesso periodo fu anche Capo della Sezione Navale del Ministero della Guerra della duplice monarchia austro-ungarica.
Nell’incarico di Comandante in Capo della Marina gli succedette l’ammiraglio Anton Haus, che poi sarà nominato Grand’Ammiraglio.
I Capi della Sezione Navale della Marina erano ufficiali di marina che lavoravano presso il ministero e si occupavano di rappresentare gli interessi della Marina presso il governo. Dal momento che non esisteva un ministro specifico per la Marina ma tutto confluiva nel Ministero della Guerra, la persona preposta alla guida del settore navale del ministero assolveva a tale compito.
Rodolfo Montecuccoli, che era un discendente del famoso Feldmarschall imperiale, Raimondo Montecuccoli vissuto nel Seicento, fu il “padre” della corazzata Viribus Unitis. Progettata dall’ingegnere Siegfried Popper, costò circa 67 milioni di corone e per la sua costruzione vennero impiegati in media 2.000 operai dello Stabilimento Tecnico Triestino, per una durata di venticinque mesi.
Rodolfo Montecuccoli, nell’intento di guadagnare tempo, aveva affidato la costruzione della nave, a proprie spese, al cantiere di Trieste prima che il Consiglio Imperiale approvasse lo stanziamento dei fondi. Questa azione molto audace e rischiosa mise sotto pressione il governo imperiale che, per non perdere la faccia, approvò il finanziamento ma obbligò Montecuccoli a rassegnare le dimissioni da Comandante della Marina.
Rodolfo Montecuccoli, il cui nome completo era Rodolfo, Luigi, Raimondo, Enrico, era nato a Modena il 23 febbraio 1843, dal marchese Luigi e da Carlotta di Pathon e aveva frequentato l’Accademia della Marina (Marine-Akademie) di Fiume fino al 1859, prendendo poi servizio quale cadetto e allievo del corpo dello Stato Maggiore.
Partecipò alla Seconda Guerra d’Indipendenza a bordo della corvetta a elica Erzherzog Friedrich. Successivamente, nel corso della Terza Guerra d’Indipendenza, il 20 luglio 1866, con il grado di Fahnenlinienschiffsleutnant (alfiere di vascello) prese parte, a bordo della fregata ad elica Adria, alla battaglia navale di Lissa e per il suo coraggioso comportamento, durante lo scontro, ricevette un encomio solenne.
Nel 1871 fu promosso Linienschiffsleutnant (tenente di vascello), continuando a prestare servizio a bordo di navi da guerra, e nel 1882 concorse a reprimere una rivolta che era divampata nella base navale di Cattaro.
Divenuto capitano di corvetta nel 1884, due anni più tardi assunse il comando del trasporto Elizabeth, utilizzato come deposito dei siluri per le torpediniere. Promosso Fregattenkäpitan (capitano di fregata), nel 1887, divenne comandante dello yacht Greif, a bordo del quale si imbarcò l’Imperatrice Elisabetta per una crociera nel Mediterraneo.
Nel 1888 ebbe il comando dell’incrociatore corazzato Panther e poi della nave officina Cyklop. Nel 1889 fu nominato comandante dello sloop “Aurora”, con cui eseguì una missione in Africa Orientale e in India.
Al suo ritorno in Austria divenne responsabile del quarto dipartimento del ministero della Guerra, ma, colpito da una grave infezione polmonare dopo pochi mesi, dovette lasciare l’incarico per curarsi in maniera adeguata. Sposatosi con Emilia Suttner, nel 1892 fu promosso Linienschiffskapitän (capitano di vascello) e, assunto il comando dell’incrociatore corazzato Kaiser Franz Joseph I, nell’estate di quell’anno fu inviato in Spagna e a Genova per presenziare alle celebrazioni indette per il quattrocentesimo anniversario della scoperta dell’ America.
Nel 1894 e nel 1895 fu a capo del Dipartimento di Controllo della Marina a Vienna e poi vice-comandante e infine comandante dell’Arsenale di Pola. Il 1° novembre 1897 venne promosso Kontreadmiral (contrammiraglio) e nel 1900, scoppiata in Cina la rivolta dei Boxer, si imbarcò sull’incrociatore corazzato Kaiserin Elizabeth e assunse il comando della divisione navale alleata, appositamente costituita per soccorrere le legazioni europee di Pechino.
Rientrato in patria, il 23 ottobre 1901 fu nominato presidente del Comitato tecnico di Marina; il 1° maggio 1903 fu promosso Vizeadmiral (viceammiraglio) e il 6 ottobre dell’anno successivo divenne comandante in capo della k.u.k. Kriegsmarine. Nello svolgimento del suo compito, potè contare sull’appoggio dell’ erede al trono Francesco Ferdinando.
Nel suo nuovo ruolo, Montecuccoli si rese presto conto della necessità di rafforzare la flotta per proteggere le coste adriatiche dell’Impero e le navi della marina mercantile, il cui numero era cresciuto notevolmente negli ultimi anni dell’Ottocento. Diffidente del futuro atteggiamento italiano, nonostante la all’epoca esistente Triplice Alleanza, riteneva necessario che lo sviluppo della k.u.k. Kriegsmarine tenesse conto del parallelo potenziamento di quella italiana e nel 1907 collaborò con il generale Franz Conrad von Hötzendorf, capo di stato maggiore dell’esercito austro-ungarico, all’approntamento di un piano per attaccare l’Italia, secondo il quale alla flotta era affidato l’incarico di cannoneggiare la linea ferroviaria adriatica per rallentarne la mobilitazione, di evitare che le navi avversarie colpissero le strade ferrate nel golfo di Trieste e di proteggere l’ala sinistra dell’esercito asburgico che si sarebbe inizialmente schierato lungo il confine italo-austriaco. Il piano di attacco alle coste adriatiche italiane sarà poi attuato, nel 1915, il secondo giorno di guerra fra l’Austria-Ungheria e l’Italia.
Montecuccoli intensificò l’addestramento degli equipaggi, mantenne alto il numero delle navi in disponibilità e propose più volte, ma senza successo, di potenziare adeguatamente e fortificare la base di Sebenico in Dalmazia e l’isola di Lissa, in quanto riteneva che Pola, dove era ospitato il grosso della flotta, potesse essere facilmente bloccata dal nemico.
Cercò anche di incrementare le realizzazioni navali, preparando negli ultimi mesi del 1909 un nuovo piano di costruzioni che includeva per la prima volta corazzate del moderno tipo dreadnought o monocalibro, che costituirono la classe Tegetthoff.
Con diploma datato 12 novembre 1912 Montecuccoli fu confermato nel titolo nobiliare. Nel febbraio dell’anno successivo, ufficialmente per raggiunti limiti d’ età, fu posto in congedo.
Fra le decorazioni e i titoli che ricevette durante la sua prestigiosa carriera, Montecuccoli poté annoverare quelli di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Leopoldo e di Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro. Morì a Baden-bei-Wien il 16 maggio 1922.