Satellit (349)
torpediniera

Significato del nome

Satellite, un tipo di corpo celeste.
La numerazione progressiva delle torpediniere della k.u.k. Kriegsmarine seguì questo andamento: alle torpediniere costruite nei decenni 1870-1880-1890 vennero assegnati numeri progressivi cardinali (da I a XXXIX); alle torpediniere costruite nel 1909-1910 numeri progressivi arabi (da 1 a 12); negli anni successivi vennero rinominate con numeri progressivi arabi (dal 13 al 49 e con le sigle 50 E, 51 T, 52 T, 53 T, 54 T, 55 T, 56 T, 57 T, 58 T, 59 T, 60 T, 61 T, 62 T, 63 T, 64 F, 65 F, 66 F, 67 F, 68 F, 69 F, 70 F, 71 F, 72 F e 73 F) in complesso 61 torpediniere che avevano precedentemente propri nomi specifici; le torpediniere di successiva costruzione continuarono ad essere battezzate con un numero arabo progressivo associato ad una lettera (T, F, M o E) dove la lettera indicava il cantiere dove erano state costruite: T per Trieste, F per Fiume, M per Monfalcone, E per England (Gran Bretagna).
La “Satellit “fu una delle poche torpediniere cui non fu assegnato il numero progressivo in sostituzione del nome originale

Unità gemelle

Trabant (simile, ma con un diverso ponte di comando)

Cantiere di costruzione

Elbing (Germania), Cantieri Schichau; impostazione: gennaio 1892; varo: 21.9.1892; completamento: 12.11.1892; ingresso in servizio: 16.11.1892; costo complessivo: 969.575 corone

Dislocamento

523,97 tonn., 616,00 tonn. ad allestimento completato

Dimensioni

lunghezza fra le perpendicolari: 67,20 m; lunghezza al galleggiamento: 68,92 m; lunghezza prua-poppa: 68,97 m; lunghezza fuori tutto: 69,32 m; larghezza: 8,15 m; immersione: 2,90 m

Propulsione

2 motrici Schichau con 3 cilindri a triplice espansione; 4 caldaie da locomotiva; 2 eliche del diametro di 2,35 m, a 3 pale; potenza: 4.800 Hp (4.137 nel 1913)

Velocità

nel 1892: 23 nodi (21,99 nodi a 280 giri); nel 1914: 21,18 nodi; autonomia: 4.000 miglia a 12 nodi; combustibile: 143 tonn. di carbone

Protezione

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Armamento

nel 1892: 8 cannoni da 4,7 cm; 1 tubo lanciasiluri a prua e 1 sul ponte; 4 siluri
nel 1909: 1 cannone da 7 cm; 8 cannoni da 4,7 cm; 3 tubi lanciasiluri sul ponte

Equipaggio

permanente effettivo: 5 + 79 uomini nel 1907

Storia

La “Satellit” fu forse la torpediniera della k.u.k. Kriegsmarine ad avere la vita più ricca di episodi significativi. Fu costruita con l’acciaio prodotto dalla Società Alpina Austriaca e dalla fabbrica dei Fratelli Böhler & Co e, inizialmente, era previsto a bordo anche un apparato posamine.
Completate le prove in mare, la “Satellit” uscì da Danzica il 21 marzo 1893 per raggiungere Pola il il 21 aprile, dopo aver toccato Darmouth, Brest, Cadice, Gibilterra e Palermo. Installato l’armamento, risultò essere, sino all’entrata in servizio della “Magnet“, la più veloce torpediniera della Marina Austro-Ungarica.
Nel 1894 fu installato l’apparato di posa per un totale di venti mine che fu tuttavia successivamente rimosso poiché la sua presenza riduceva sensibilmente la velocità della torpediniera. Entrata in collisione nel maggio 1895 con la corazzata “Habsburg“, partecipò, una volta riparata, al varo della corazzata “Monarch“.
Nel 1897 partecipò con la Squadra al blocco di Creta, catturando come preda il piroscafo “Hera” che ospitava a bordo rivoluzionari greci e la vedetta costiera “Amalia“. Continuò ad incrociare fra le isole del Mare Egeo sino alla fine del 1897, quando rientrò a Pola, per essere riassegnata alla Flottiglia Torpediniere, partecipando nel settembre 1902 alle manovre da sbarco in Istria alla presenza dell’Imperatore Franz Joseph.
Nel 1904, con la Squadra, effettuò una crociera di addestramento nel Mediterraneo Orientale sino ad Alessandretta. Nel 1905 entrò in collisione con la torpediniera “XXXVIII” che colò a picco. Il comandante della “Satellit“, capitano di corvetta Leitgeb, che peraltro non aveva responsabilità alcuna nella collisione, fu condannato a trenta giorni di arresto e congedato un mese dopo.
La “Satellit” partecipò successivamente ad una crociera di addestramento nel Mare Egeo, per sostituire poi l’armamento nel 1906. Rimasta in riserva per i due anni successivi, fu rimessa in servizio nel febbraio 1909, per essere assegnata a Lussino e fungere da nave appoggio per i palombari che tentavano il recupero del cacciatorpediniere “Huszar“, affondato in quel tratto di mare.
Nel 1910 fu assegnata a Teodo/Tivat e nel 1911 a Fiume. Nel 1912-1913 l’apparato motore fu integralmente sostituito con nuove caldaie Yarrow e la nave mutò radicalmente il suo profilo a seguito della costruzione conseguente di un terzo fumaiolo. Rimessa in servizio nella primavera del 1914, fu destinata come nave da guardia a Fiume-Porto Re.
Attrezzata nuovamente per la posa di mine, ne sganciò oltre 60 a protezione delle coste istriane, scortando successivamente parecchi sommergibili nei loro trasferimenti fra Cattaro, Sebenico e Pola.
Il 31 luglio 1916 prese prigioniero l’equipaggio del sommergibile italiano “Giacinto Pullino” che si era arenato su di uno scoglio. A bordo si trovava anche Nazario Sauro.
In totale nel 1917 la “Satellit” svolse 24 scorte a convogli e una operazione da cacciamine, attività che proseguì, nei primi mesi 1918, verso Durazzo e Cattaro, oltre a 77 missioni come scorta a convogli.
Alla fine della guerra si trovavava a Cattaro, dove fu requisita dagli inglesi, per essere ceduta nel 1920 alla Francia. Pare sia stata poi trasferita, nei primi mesi del 1920, da Biserta a Tolone per essere lì demolita nel 1921.