U 6
sommergibile

Significato del nome

I sommergibili della k.u.k. Kriegmarine non avevano nomi propri, ma solo numeri progressivi, dal numero 1 sino al numero 147.

Unità gemelle

U 5, U 12

Cantiere di costruzione

Fiume, Silurificio Whitehead; impostazione: 21.2.1908; varo: 12.6.1909; ingresso in servizio: 1.7.1910; costo complessivo: circa 1.350.000 corone, cioè più del doppio di una torpediniera

Dislocamento

240 tonn. in emersione / 273 tonn. in immersione

Dimensioni

lunghezza al galleggiamento: 29,19 m; lunghezza fuori tutto: 32,09 m; larghezza: 4,23 m; immersione: 3,90 m

Propulsione

2 motori a benzina / 2 motori elettrici; le eliche di tutti sommergibili erano a rotazione esterna; potenza: 500 Hp in emersione / 230 Hp in immersione

Velocità

11,4 nodi in emersione / 9,7 nodi in immersione

Armamento

1 cannone a tiro rapido da 3,7 cm; 2 tubi lanciasiluri; 4 siluri

Equipaggio

permanente effettivo: 4 + 15 uomini

Storia

Allo scoppio della prima guerra mondiale la k.u.k. Kriegsmarine aveva sette U-boot commissionati, cinque operativi e due completati ma non ancora operativi. Tutti e quattordici erano sommergibili con una portata limitata, adatti solo per operazioni nel mar Adriatico, ma, nonostante tutto, ebbero comunque dei successi. Le prime azioni degli U-boot austriaci furono contro i francesi.
Alle prove in mare nel 1909 l’ “U 6” si dimostrò più veloce di quanto previsto da contratto, sia in emersione, sia in immersione. Iniziarono così subito le esercitazioni dell’equipaggio. Primo comandante dell’ “U 6” fu il tenente di vascello Georg von Trapp, che successivamente doveva comandare l’ “U 5“. Il 1910 e il 1911 trascorsero in esercitazioni e trasferimenti fra Pola, Sebenico, Fiume e le Bocche di Cattaro: l’ “U 6” raggiunse i 32 metri di profondità. Il 24 giugno 1912, mentre stava emergendo durante una esercitazione, fu speronato, a causa di un errato comando trasmesso ai motori, dalla torpediniera “Pelikan“: il periscopio fu spezzato, la fiancata risultò incassata e anche la torpediniera fu danneggiata al sistema di propulsione.
Il 24 giugno 1913 il comandante von Trapp fu sostituito e nei primi mesi del 1914, l’ “U 6 “fu trasferito, insieme ad altri sommergibili, a Brioni. Nell’ottobre 1914 fu trainato a Sebenico e poi a Cattaro, da dove uscì più volte per attaccare, senza risultati, la flotta francese. Al suo ingresso a Cattaro, il 4 gennaio 1915, fu scambiato in un primo tempo per un sommergibile nemico. Una volta riconosciuto, la banda musicale della corazzata “Monarch” iniziò a suonare la “Prinz-Eugen-Marsch” (Marcia del Principe Eugenio) in segno di benvenuto.
Nel febbraio 1915 fu spostato lungo le coste dell’Albania per poi rientrare a Pola con il cacciatorpediniere “Uskoke “e, ancora, a Cattaro con l’ “Huszar“, destinato alle coste del Montenegro e poi a Spalato. Nell’ottobre fu inviato in missione verso le coste italiane, imbattendosi nei pressi di Pianosa in una tempesta che trascinò fuori bordo il capo telegrafista mentre cercava di installare l’antenna radio. A fine anno rientrò a Pola per una manutenzione generale e la installazione di un cannone a tiro rapido da 3,7 centimetri L/23 e di 1 mitragliatrice MG.
Inviato verso le coste dell’Albania, nel marzo 1916 silurò, affondandolo il cacciatorpediniere francese “Renaudin“, mancando inoltre di poco un altro cacciatorpediniere nemico. Rientrando alla base di Cattaro fu accolto dagli “hurrah” degli equipaggi delle altre navi e dalla musica della Marcia di Radetzky.
Nel maggio fu inviato nuovamente sulla rotta Valona-Santa Maria di Leuca, ma da questa missione non rientrò mai più alla base. L’ “U 6“, al comando di Hugo von Falkhause, affondò quasi nel centro del Canale di Otranto. Impigliatosi nelle reti di protezione che sbarravano il passaggio. Tentò inutilmente di liberarsi, ma fu avvistato dai pescherecci armati italiani, che aprirono il fuoco. Mentre il sommergibile tentava di liberarsi spingendo i motori a tutta forza, gli stessi entrarono in avaria. Fu dato ordine di abbandonare l’ “U 6” e di autoaffondarlo. L’equipaggio fu salvato dai pescherecci italiani. Lo scafo del sommergibile giace ancora sul fondo del mare nel Canale d’Otranto.

Comandanti dell’ “U 6” furono i tenenti di vascello:

  • dal 1 luglio 1910 al 24 giugno 1911 Georg Ritter von Trapp
  • dal giugno 1911 al settembre 1911 Ludwig Eberhardt (durante la ricostruzione)
  • dal 24 giugno 1913 al 21 luglio 1915 Nikolaus (Nikola) Halavanja
  • dal 22 luglio 1915 sino al 5 agosto 1915 Albrecht Gottard Conte di Attems-Petzsenstein
  • dal 31 agosto 1915 al 10 ottobre 1915 nuovamente Ludwig Erberhardt
  • dal 10 ottobre 1915 al 12 novembre 1915 nuovamente Nikolaus (Nikola) Halavanja
  • dal 12 novembre 1915 sino al 13 maggio 1916 Hugo von (Fleck) Falkhausen