U 5
sommergibile

Significato del nome

I sommergibili della k.u.k. Kriegmarine non avevano nomi propri, ma solo numeri progressivi, dal numero 1 sino al numero 147.

Unità gemelle

U 6, U 12

Cantiere di costruzione

Fiume, Silurificio Whitehead; impostazione: 9.4.1908; varo: 10.2.1909; ingresso in servizio: 16.9.1911; costo complessivo: circa 1.350.000 corone, cioè più del doppio di una torpediniera

Dislocamento

240 tonn. in emersione / 273 tonn. in immersione

Dimensioni

lunghezza al galleggiamento: 29,19 m; lunghezza fuori tutto: 32,09 m; larghezza: 4,23 m; immersione: 3,90 m

Propulsione

2 motori a benzina (poi 2 motori Diesel) / 2 motori elettrici; le eliche di tutti sommergibili erano a rotazione esterna; potenza: 500 Hp in emersione / 230 Hp in immersione

Velocità

11,4 nodi / 9,7 nodi

Armamento

1 cannone a tiro rapido da 3,7 cm (poi un cannone a tiro rapido da 4,7 cm); 1 cannone da 7,5 cm; 2 tubi lanciasiluri; 4 siluri

Equipaggio

permanente effettivo: 4 + 15 uomini

Storia

Allo scoppio della prima guerra mondiale la k.u.k. Kriegsmarine aveva sette U-boot commissionati, cinque operativi e due completati ma non ancora operativi. Tutti e quattordici erano sommergibili con una portata limitata, adatti solo per operazioni nel mar Adriatico, ma, nonostante tutto, ebbero comunque dei successi. Le prime azioni degli U-boot austriaci furono contro i francesi.
Il 1910 trascorse per l’ “U 5” in assidue esercitazioni che evidenziarono gravi problemi di costruzione tanto che il sommergibile fu rispedito in fabbrica a Fiume. Sostituite le batterie e il periscopio, il 23 gennaio 1912, l’ “U 5” effettuò un breve viaggio dimostrativo con a bordo l’ammiraglio comandante del porto militare di Pola. Nell’agosto 1914 fu trasferito, con altri sommergibili, a Brioni, sostando spesso anche a Pirano.
Nel novembre fu trainato dalla torpediniera “Satellit“alle Bocche di Cattaro per essere schierato davanti alle coste del Montenegro dove, il 3 novembre, avvistò tre navi da battaglia e sei incrociatori nemici che, scoperto il sommergibile a 1.700 metri di distanza, aprirono il fuoco. Coraggiosamente l’ “U 5” si avvicinò sino a 600 metri e lanciò tutti i suoi siluri che però affondarono fra le onde senza colpire il bersaglio. Nel dicembre 1914 fu installato un cannone a tiro rapido L/23 da 3,7 centimetri e un ricevitore radio. Nei primi mesi del 1915 l’ “U 5” si spinse sino a Corfù.
Il 22 aprile il comando del sommergibile fu assunto dal tenente di vascello Georg von Trapp, che guidò il sommergibile all’attacco, nel Canale d’Otranto, dell’incrociatore corazzato francese “Leon Gambetta“, il quale fu silurato e affondato presso Santa Maria di Leuca. Era il primo attacco notturno in immersione di un sommergibile nella storia della prima guerra mondiale. Il 6 giugno l’intero equipaggio fu festeggiato e decorato.
Nell’agosto, mentre era in missione vicino all’isola di Pelagosa, avvistò e silurò, affondandolo, il sommergibile italiano “Nereide“, dovendo poi rinunciare all’attacco contro Brindisi, causa problemi di funzionamento ai motori. Più tardi, quando il relitto del “Nereide” fu recuperato nel 1972, si venne a sapere che il sommergibile italiano non era in assetto di combattimento ed aveva i tubi lanciasiluri chiusi. Scrisse più tardi nel 1935 il comandante von Trapp nel suo libro di memorie: “…. Io non capisco gli italiani. Nessuna rete di protezione, nessun campo minato. O forse siamo solo riusciti a sfuggire al loro avvistamento ? Perchè poi hanno alzato la bandiera alle 5 del mattino ?! Senza i variopinti colori di quella bandiera non avrei mai scoperto il sommergibile italiano”.
Dopo lavori di manutenzione, effettuati a Pola nell’ottobre e che riguardarono l’installazione di nuovi motori Diesel, di una nuova stazione radio e di più moderni strumenti di navigazione, l’ “U 5” fu visitato nel febbraio 1916 dall’Arciduca Friedrich, comandante supremo dell’Esercito. Nei mesi successivi il sommergibile stazionò in agguato presso le coste italiane vicino ad Ancona, le Isole Tremiti e Brindisi, attaccando inutilmente piroscafi italiani e le loro torpediniere di scorta, ma l’8 giugno, nei pressi di Valona, silurò e affondò l’incrociatore ausiliario italiano “Principe Umberto” che trasportava reparti dell’esercito: 50 ufficiali e 1.700 uomini annegarono.
Il 9 giugno l’ “U 5” fu attaccato da un sommergibile nemico e colpito, ma il siluro non esplose. Impossibilitato ad immergersi per il danno subito, l’ “U 5” cannoneggiò il sommergibile nemico e chiese aiuto, via radio, al cacciatorpediniere “Huszar” che lo raggiunse di lì a poco per trainarlo a Cattaro. Riparati i danni e modificato l’armamento, nell’agosto era di nuovo nel Canale di Otranto.
Il 16 maggio 1917 nel Canale di Fasana, mentre erano in corso esercitazioni di attacco contro il piroscafo “Kvarner“, si udì a bordo una forte esplosione e il sommergibile iniziò ad imbarcare acqua. Una parte dell’equipaggio riuscì a mettersi in salvo, ma un guardiamarina e cinque uomini rimasero imprigionati nello scafo affondato. Si scoprì più tardi che l’ “U 5” aveva urtato contro una mina. I tentativi di recuperarlo da una profondità di 36 metri con l’intervento di palombari e di una gru giunta da Pola riuscirono solo il 24 giugno. A bordo furono scoperte le salme dei marinai che avevano tentato, inutilmente, di uscire dal sommergibile attraverso i tubi di lancio. Trasportato a Scoglio Olivi, l’ “U 5” fu riparato e varato nuovamente il 22 febbraio 1918 per essere destinato come nave scuola a Pola e Brioni. Trainato nel 1919 a Venezia, fu demolito l’anno successivo in Italia.

Comandanti dell’ “U 5” furono i tenenti di vascello:

  • dal 1 aprile 1910 al 5 settembre 1912 Urban Passerar
  • dal 5 settembre 1912 al 7 giugno 1914 Ludwig Eberhardt
  • dal 8 giugno 1914 al 21 aprile 1915 Friedrich Schlosser
  • dal 22 aprile 1915 al 10 ottobre 1915 Georg Ritter von Trapp
  • dal 10 ottobre 1915 al 23 novembre 1916 nuovamente Ludwig Eberhardt
  • dal 23 novembre 1916 al 15 luglio 1917 nuovamente Friedrich Schlosser
  • dal 27 agosto 1918 al 31 ottobre 1918 Alfons Graf Montecuccoli