U 11
sommergibile

Significato del nome

I sommergibili della k.u.k. Kriegmarine non avevano nomi propri, ma solo numeri progressivi, dal numero 1 sino al numero 147.

Unità gemelle

U 10, U 15, U 16, U 17

Cantiere di costruzione

Brema (Germania), Cantiere Aktien-Gesellschaft Weser; impostazione: 11.2.1914; ingresso in servizio: 18.6.1915

Dislocamento

127,5 tonn. in emersione / 142,5 tonn. in immersione

Dimensioni

lunghezza al galleggiamento: 27,38 m; lunghezza fuori tutto: 27,88 m; larghezza: 3,15 m; immersione: 3,03 m

Propulsione

1 motore diesel / 1 motore elettrico; le eliche di tutti sommergibili erano a rotazione esterna; potenza: 60 Hp in emersione / 120 Hp in immersione

Velocità

6 nodi in emersione / 9 nodi in immersione

Armamento

1 cannone a tiro rapido L/23 da 3,7 cm (dal 1916 1 cannone L/18 da 7 cm, dal 1918 un cannone a tiro rapido L/23 da 4,7 cm); 2 tubi lanciasiluri; 2 siluri

Equipaggio

permanente effettivo: 2 + 13 uomini

Storia

Allo scoppio della prima guerra mondiale la k.u.k. Kriegsmarine aveva sette U-boot commissionati, cinque operativi e due completati ma non ancora operativi. Tutti e quattordici erano sommergibili con una portata limitata, adatti solo per operazioni nel mar Adriatico, ma, nonostante tutto, ebbero comunque dei successi. Le prime azioni degli U-boot austriaci furono contro i francesi.
Il 22 maggio 1915 l’ “U 11” fu trasferito, suddiviso in tre tronconi, via ferrovia, dalla Germania a Pola dove fu assemblato e messo in servizio, il 5 giugno, dalla Marina da Guerra Tedesca, imbarcando peraltro numerosi marinai austriaci.
Pochi giorni dopo nelle acque del Golfo di Venezia silurò, affondandolo, il sommergibile italiano “Medusa” che navigava scortato da un cacciatorpediniere e da una torpediniera italiana e che fu colpito nella sala macchine. Le navi italiane fuggirono e non intrapresero alcun azione di salvataggio. Poche ore dopo l’ “U 11” salvò 2 ufficiali e 4 marinai italiani da una zattera: i naufraghi furono, trasferiti, prigionieri, alla stazione di segnalazione di Salvore.
Il 14 giugno sbarcò a Brioni l’equipaggio tedesco, il 18 giugno entrò in servizio per conto della k.u.k. Kriegsmarine e fu trasferìto prima a Trieste e poi alle Bocche di Cattaro per essere inviato in missione verso le coste dell’Albania. A fine anno fu montato il cannone da 3,7 centimetri.
Nella primavera del 1916 effettuò missioni infruttuose verso Venezia e le coste italiane, per essere poi trasferito nell’estate nel Canale di Otranto dove il 23 agosto fu attaccato, di fronte a Bari, con bombe di profondità da un cacciatorpediniere italiano. Il giorno successivo evitò i siluri di un sommergibile italiano, che aveva lanciato da soli 150 metri di distanza, e il 25 agosto fu bombardato da un aereo. Rientrato a Cattaro, vi fu installato un cannone L/18 da 7 centimetri in sostituzione del precedente da 3,7 centimetri.
Il 25 novembre mentre usciva dal porto di Cattaro fu speronato a poppa dal piroscafo “Senj“. Il danno fu riparato provvisoriamente in modo da consentire all’ “U 11” di raggiungere Pola trainato dal rimorchiatore “Gigant“. Il 27 febbraio 1917 vicino a Brindisi attaccò la scorta di un convoglio italiano, ma scoperto poco prima del lancio, fu attaccato a cannonate e, colpito, dovette ritirarsi.
Trasferito a Brioni fu destinato a nave scuola per sommergibilisti e poi, dall’agosto 1918, per comandanti di sommergibili a Cittanova. Nel 1920 fu assegnato all’Italia e demolito a Pola.

Comandanti dell’ “U 11” furono i tenenti di vascello:

  • dal 18 giugno 1915 al 31 agosto 1915 Ludwig Eberhardt
  • dal 16 settembre 1915 al 28 ottobre 1915 Karl Edler von Unczowski
  • dal 1 novembre 1915 al 30 agosto 1916 Robert Teufl von Fernland
  • dal 30 agosto 1916 al 25 maggio 1917 Johann Kršnjavi
  • dal 25 maggio 1917 al 16 luglio 1917 Ludwig Müller
  • dal 16 luglio 1917 al 17 settembre 1917 Wladimir Pfeifer
  • dal 17 settembre 1917 al 21 gennaio 1918 Eugen Hornyák
  • dal 21 gennaio 1918 al 19 giugno 1918 Hugo Pistel
  • dal 19 giugno 1918 al 27 agosto 1918 Alfons Graf Montecuccoli
  • dal 27 agosto 1918 al 31 ottobre 1918 Alois Sernetz