Taurus (265)
(già Nirvana, dal 1920 Marechiaro, dal 1928 Aurora)
nave avviso (yacht)

Significato del nome

Toro in latino.

Unità gemelle

/

Cantiere di costruzione

Glascow (Scozia), Cantiere D. & W. Henderson & Co.; impostazione: 1904; varo: 1904; ingresso in servizio (nella k.u.k. Kriegsmarine): 7.9.1909

Dislocamento

1.220 tonn., 1.375 tonn. ad allestimento completato

Dimensioni

lunghezza fra le perpendicolari: 67,10 m; lunghezza fuori tutto: 79,60 m; larghezza: 9,12 m; immersione: 3,64 m (3,95 m ad allestimento completato)

Propulsione

2 motrici a 4 cilindri verticali a triplice espansione, costruite nella Fabbrica W. Henderson, Glascow; 1 caldaia cilindrica; 2 eliche del diametro di 2,51 m; potenza: 1.723 Hp

Velocità

15,6 nodi; combustibile: 264,6 tonn. di carbone

Armamento

2 – 4,7 cm Schnellfeuerkannone Hotchkiss
Manschafft Bewaffnung: 8 Gewehre M90 und 8 Pistolen

Equipaggio

permanente effettivo: 3 + 48 uomini (nel 1909)

Storia

La prima nave della k.u.k. Kriegsmarine a portare il nome di “Taurus” fu un avviso a ruote costruito nell’Arsenale di Venezia fra il 1849 e il 1851. La seconda fu un vapore a ruote, costruito nel cantiere “San Rocco” di Muggia (Trieste) fra il 1876 e il 1877, che fu più tardi ribattezzato “Eta“, per liberare il nome “Taurus” a favore di questo yacht che, con nomi diversi e diversi utilizzi, doveva avere una vita di quasi quarant’anni.
Costruito come yacht privato nel 1904 con il nome di “Nirvana“, il “Taurus“, che si trovava all’epoca ancorato a Marsiglia, fu acquistato il 7 settembre 1909 dalla k.u.k. Kriegsmarine con l’obiettivo di trasformarlo in nave stazionaria e nave avviso con base a Costantinopoli. Giunse a Pola il 23 settembre, al comando del tenente di vascello Franz Ritter von Thierry per installare l’armamento e per le altre modifiche necessarie.
L’8 novembre 1909 imbarcò il corrispondente destinato a Costantinopoli, Johann Margraf Pallavicini. Sino a marzo 1914 il “Taurus” svolse il suo compito toccando, fra gli altri, i porti di Costantinopoli, Costanza, Odessa, Sebastopoli, Smirne, Jenikola e Galata. Rientrato a Trieste ai primi del 1914, ripartì nuovamente per Costantinopoli nel marzo 1914.
Richiamato in patria prima dello scoppio della guerra, il “Taurus” fu destinato a nave albergo per i piloti dell’Aviazione di Marina Austro-Ungarica della base di Santa Caterina a Pola. Catturato dagli italiani nel novembre 1918, fu incorporato nella Marina da Guerra Italiana con il nome di “Marechiaro“.
Nel 1924 l’apparato motore fu sostituito da due turbine che fornirono alla nave una potenza di 3.300 Hp. Nel 1928, ribattezzato “Aurora“, divenne lo yacht personale di Benito Mussolini. Nel 1930 fu cambiato l’armamento con l’installazione di 2 cannoni da 57 millimetri.
Il 9 settembre 1943, sorpreso dall’armistizio dell’Italia con gli Alleati mentre era di stanza a Pola, tentò di fuggire a Sebenico. Il 10 settembre 1943 salpò da Zara, che era stata appena occupata dalle truppe tedesche, diretto ad Ancona. Il giorno seguente, poco a sud di Ancona, fu silurato e affondato dalle motosiluranti tedesche “S 54” e “S 61“. I sopravvissuti fra l’equipaggio furono una settantina.