Pelikan (861)
nave deposito siluri e yacht dell'ammiragliato

Significato del nome

Pellicano, grande uccello acquatico.

Unità gemelle

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Cantiere di costruzione

Elbing (Germania), Cantiere Schichau; progettista: MTK; impostazione: dicembre 1889; varo: 21.3.1891; ingresso in servizio: 5.2.1892; costo complessivo: 1.972.519 corone

Dislocamento

2.470,25 tonn., 2.630 tonn. ad allestimento completato

Dimensioni

lunghezza fra le perpendicolari: 46,15 m; lunghezza al galleggiamento: 44,04 m; lunghezza fuori tutto: 51,52 m; larghezza: 8,23 m; immersione: 3,64 m

Propulsione

1 motrice a 3 cilindri verticali, a triplice espansione, costruita nella fabbrica Schichau di Elbing;  2 caldaie cilindriche;  1 elica del diametro di 4,20 m a 4 pale, con rotazione a destra; potenza: 4.700 Hp; superficie velica:  337,1 m²

Velocità

18,31 nodi a 135 giri; combustibile: 725 tonn. di carbone

Armamento

nel 1893: 8 cannoni a tiro rapido da 4,7 cm
nel 1903: 2 cannoni da 7 cm; 8 cannoni a tiro rapido da 4,7 cm

Equipaggio

permanente effettivo: 15 + 230 uomini (nel 1892), 10 + 186 uomini (nel 1907)

Storia

La nave deposito siluri (e per certi periodi yacht dell’ammiraglio) “Pelikan” fu la seconda nave della k.u.k. Kriegsmarine a portare questo nome. La prima era una piccola cannoniera di 188 tonellate di stazza, costruita a Venezia nel 1859 e demolita nel 1906.
Al varo della “Pelikan” assistette l’intera popolazione della città di Elbing: la “Pelikan” era la più grande nave sino ad allora costruita nei cantieri di quella città.
Le prove in mare durarono per tutta la seconda metà del 1891 finchè, il 18 febbraio 1892 la “Pelikan” partì per Pola dopo avere imbarcato pezzi di ricambio per la corazzata “Tegetthoff“. Via Helsingőr, Darthmout e Palermo, raggiunse Pola il 9 marzo e fu subito visitata dall’Imperatrice Elizabeth che stava per imbarcarsi per una crociera a Corfù. Pochi giorni dopo, con a bordo il Comandante in Capo della Marina, le macchine si ruppero e la nave rimase del tutto ferma in mare, per essere trainata il giorno successivo a Pola da un piroscafo italiano che era sopraggiunto.
Nel giugno 1892 la “Pelikan” fu visitata dall’Arciduca Franz Ferdinand e le successive prove di navigazione di durata, diedero ottimi risultati. L’armamento della nave fu completato. Nell’aprile 1893 la “Pelikan” imbarcò da Venezia a Pola la principessa Stephanie, per poi recarsi alle manovre estive della Squadra a Teodo con a bordo il Comandante in Capo della Marina, che si era imbarcato a Trieste.
Nel 1894 funse prima da nave deposito siluri per essere poi riadattata a yacht dell’ammiraglio, dopo che il precedente panfilo che aveva svolto questo compito, il “Greif“, era stato posto fuori servizio e radiato. Nel dicembre 1894, dopo che si era provveduto a installare a bordo l’illuminazione elettrica, compì un viaggio di ispezione del Comandante in Capo della Marina in Dalmazia.
Nel maggio 1895 partecipò alle manovre della Squadra con a bordo prima l’Arciduca Rainer e, successivamente, l’Arciduca Carl Ludwig, l’Arciduca Franz Ferdinand e l’Arciduchessa Marie Therese. Il 9 maggio era a Pola, in occasione del varo della corazzata “Monarch“; l’8 luglio a Trieste, in occasione del varo della corazzata “Wien“.
Nell’aprile-maggio 1896 compì una crociera ospitando la coppia reale di Romania per poi tornare a Trieste in occasione del varo della corazzata “Budapest“. Nel maggio 1897 accompagnò il Comandante in Capo della Marina nelle sue ispezioni in Dalmazia e alle strutture portuali militari di Trieste, Pola, Teodo e Gravosa, per poi tornare a Trieste in occasione del varo dell’incrociatore “Zenta”, ospitando a bordo l’Arciduca Otto e l’Arciduchessa Maria Josepha.
Nel 1899 fu a disposizione dell’Arciduca Franz Ferdinand e del Comandante in Capo della Marina per poi partecipare, nel settembre 1900, al varo della corazzata “Habsburg” e, nel settembre dell’anno successivo, al varo della corazzata “Árpád” con a bordo l’Arciduca Josef August e l’arciduchessa Auguste. Nel 1903 fu sostituito l’armamento principale e nel 1904 la “Pelikan” partecipò al varo della corazzata “Erzherzog Friedrich“, ospitando a bordo l’Arciduca Friedrich e l’Arciduchessa Isabella in un successivo viaggio ad Abbazia con il Re di Svezia.
Nel 1905 accompagnò l’Arciduchessa Maria Josepha al varo della corazzata “Erzherzog Ferdinand Max“. Dal 1906 fu messa nuovamente in servizio nella Flottiglia Torpediniere partecipando, nel marzo 1909, al recupero del cacciatorpediniere “Huszár” che era affondato di fronte a Traste.
Nel 1910 la “Pelikan” fu adattata a nave appoggio per i sommergibili. Rimessa in servizio allo scoppio della prima guerra mondiale, nel 1915 stazionò a Brioni e poi a Pola, come nave albergo per gli equipaggi dei sommergibili di stanza in quella base navale. Svolse questo compito sino a tutto il 1918. Nel 1920 fu ceduta all’Italia, per essere poi demolita nel 1925.