Wien (17)

Wien

corazzata costiera (ncrociatore da battaglia di 2. classe)

 (classe Monarch)

Significato del nome:

La città capitale dell’ Austria.

Unità gemelle:

Budapest“, “Monarch

Cantiere di costruzione:

Trieste, Stabilimento Tecnico Triestino, Cantiere San Rocco; progettista: Siegfried Popper; impostazione: 16.2.1893;  varo: 6.7.1895;  ingresso in servizio: 13.5.1898;  costo complessivo: 9.756.482 corone

Dislocamento:

5.672 tonn.
(altre fonti:  5.547 tonn.)

Dimensioni:

lunghezza: 93,30 m;  larghezza: 16.98 m;  immersione: 6,36 m
(altre fonti: lunghezza al galleggiamento: 97,70 m;  lunghezza fuori tutto: 99,22 m;  larghezza: 17,00 m;  immersione: 6,40 m)

Propulsione:

2 motrici alternative a 3 cilindri verticali a triplice espansione, costruite nello Stabilimento Tecnico Triestino;  12 caldaie Yarrow;  2 eliche del diametro di 4,42 m con 3 pale a rotazione esterna;  potenza: 8.460 Hp

Velocità:

17,49 nodi a 130 giri;  combustibile: 450 tonn. di carbone 

Protezione:

cintura: 270 mm per 2,1 m di altezza;  torri e casematte: 80 – 250 mm; ponte: 40 mm;  peso complessivo: 1.700 tonn.
altre fonti:  torri: 250 mm;  casematte: 80 mm)

Armamento:

4 cannoni da 24 cm Krupp-Schnellader L/40;  6 cannoni da 15 cm L/40;  14 cannoni da 4,7 cm;  2 cannoni da 7 cm L/16;  2 cannoni da 8 mm; 2 tubi lanciasiluri da 45 cm
(altre fonti: 4 pezzi binati SK-C94 Krupp da 24 cm;  6 pezzi singoli AH-Skoda da 15 cm;  10 pezzi singoli a tiro rapido AH-Skoda da 4,7 cm;  4 pezzi singoli a tiro rapido Hotchkiss da 4,7 cm;  1 mitragliatrice MG da 8 mm;  2  cannoni da sbarco Uchatius da 7 cm;  2 tubi lanciasiluri AUT-Fiume Mk 2 da 45,8 cm)

Equipaggio:

permanente effettivo: 26 + 415 uomini nel 1907, 26 + 405 uomini nel 1908
di complemento: 23 + 520 uomini

Storia:

Con la costruzione della “Classe Monarch“, su disegno del nuovo direttore delle costruzioni navali, il progettista Siegfried Popper, l’Austria rinnovò profondamente la concezione del suo naviglio da guerra: per la prima volta vennero montate vere torri. Tuttavia, a causa delle limitazioni dei costi, queste navi erano troppo piccole per risultare efficienti pur avendo buone doti nautiche e di velocità. Vennero ufficialmente designate come corazzate da difesa costiera. Per certi versi “originale” padrino in occasione del varo fu il Consiglio Comunale di Vienna tutto, nella persona del Presidente Carl Lueger.
Appena entrata in servizio nel 1897, la “Wien“, comandata dal viceammiraglio Hermann von Spaun, si recò in Inghilterra per i festeggiamenti del sessantesimo giubileo di regno della Regina Vittoria. Durante il viaggio, dopo aver toccato Algeri, ricevette a Oporto la visita dei regnanti del Portogallo, giungendo il 14 giugno a Portsmouth dove per i festeggiamenti si era radunata una flotta imponente composta da 167 navi da guerra inglesi, 130 yacht e 34 grandi piroscafi. Durante il viaggio di ritorno, investita da un fortunale nel Golfo di Taranto subì gravi danni alle sovrastrutture: in quell’occasione annegarono due marinai.
Nel settembre 1897 la “Wien” partì da Pola per una crociera di addestramento di quattro mesi nel Mediterraneo Orientale che fu ripetuta nell’autunno-inverno 1899. Nel 1902 partecipò con l’intera squadra ad una crociera di addestramento che toccò Corfù, Algeri, Cartagena, Barcellona, Tolone, La Spezia, Napoli e Durazzo.
Il 14 settembre 1905 lungo le coste della Dalmazia urtò contro uno scoglio sommerso, riportando danni così gravi alla chiglia da richiedere pesanti riparazioni nell’Arsenale di Pola. Assegnata alla riserva nel 1907, rimase sino al 1917 di stanza fra Pola e le Bocche di Cattaro. Insieme alla “Budapest” fu spostata nell’agosto 1917 a Trieste per una eventuale difesa della città da temuti sbarchi italiani. Nel novembre partecipò al bombardamento di Cortellazzo, subendo lievi danni dalla reazione delle batterie italiane.
Il 10 dicembre nel Vallone di Muggia fu colpita da due siluri lanciati dal “MAS 9” del comandante Luigi Rizzo e affondò in dieci minuti con la perdita di 35 uomini, adagiandosi su di un fondale di15 metri. Nella stessa occasione il “MAS 13” lanciò due siluri, andati però a vuoto, contro la “Budapest” che stazionava nelle vicinanze. I tentativi di recupero del relitto, iniziati a fine 1918 si concretizzarono appena nel 1925. A bordo furono rinvenuti 23 cadaveri che sono oggi sepolti in una fossa comune al Cimitero di Sant’ Anna di Trieste.
Trieste era oscurata, per non dare riferimenti ai nemici, ma i riflettori si accesero, per tentare di individuare gli attaccanti, che però riuscirono ad allontanarsi.

 L’ammiraglio Alfred von Koudelka diede ordine di accedere tutti i riflettori anche per permettere ai naufraghi di orientarsi. Infatti, nel buio più completo avrebbero potuto nuotare verso il largo anziché in direzione della costa. Lo scrittore Italo Svevo (pseudonimo di Aron Hector Schmitz) fece immediatamente accendere tutte le luci di Villa Veneziani, dove abitava assieme alla famiglia, in modo da contribuire a guidare i naufraghi verso riva. Ricorda la moglie Livia Veneziani Svevo: “«”Diciotto marinai sconvolti, seminudi, intirizziti, si rifugiarono in portineria. Erano tutti oriundi dalle coste istriane e nel nostro dialetto imprecavano contro i signori ufficiali che in quella notte si divertivano nei grandi alberghi della città. Tutta la notte durò la provvida azione di soccorso. Ettore, sensibilissimo alle sofferenze d’ogni creatura, ne risentì fortemente.”