Tatra (429)
(dal 1920 Fasana) cacciatorpediniere

Significato del nome

Catena di montagne nel nord dell’Ungheria, oggi al confine slovacco-polacco; correttamente andrebbe scritto Tátra.

Unità gemelle

Balaton, Csepel, Lika, Triglav, Orjen

Cantiere di costruzione

Fiume-Porto Re, Cantiere Ganz & Co. Danubius; impostazione: 10.10.1911; varo: 5.11.1911; completamento: luglio 1913; ingresso in servizio: 18.10.1913; costo complessivo: circa 3.000.000 corone

Dislocamento

850 tonn., 1.050 tonn. ad allestimento completato

Dimensioni

lunghezza fra le perpendicolari: 80,71 m; lunghezza fuori tutto: 83,50 m; larghezza: 7,80 m; immersione: 3,20 m

Propulsione

2 turbine AEG-Curtis, fabbricate nello Stabilimento Skoda, Pilsen; 4 caldaie Yarrow; 2 eliche di 2,40-2,50 cm di diametro a rotazione esterna; potenza: 20.560 Hp

Velocità

32,59 nodi; autonomia: 520 miglia a 32 nodi (1.200 miglia a 20 nodi); combustibile: 104 tonn. di carbone

Protezione

/

Armamento

2 cannoni da 10 cm; 4 cannoni da 7 cm; 2 cannoni da 7 cm; M mitragliatrice MG; 4 tubi lanciasiluri da 45 cm in coperta (in postazioni binate)

Equipaggio

permanente effettivo: 5 + 100 uomini

Storia

Il “Tatra” ebbe, sin dalle prime prove in mare, problemi con le turbine tanto che le stesse furono rispedite in fabbrica e ricostruite. Più in generale l’intero cacciatorpediniere era stato progettato male e costruito peggio. Il 1913 e i primi mesi del 1914 il cacciatorpediniere li passò così in cantiere per la risoluzione dei suoi numerosi problemi. Inviato subito dopo l’inizio della guerra con le altre navi della Squadra in appoggio all’incrociatore tedesco “Goeben” che tentava di sfuggire alla caccia degli anglo-francesi, il “Tatra” operò successivamente nel rilevamento di campi minati nemici.
Nei primi mesi del 1915 alternò brevi missioni nel Canale d’Otranto con lunghi periodi in cantiere: furono persino sostituite le eliche. Il 25 maggio 1915 bombardò Manfredonia e partecipò all’affondamento della torpediniera italiana “Turbine“. Attaccò poi Pelagosa, il ponte ferroviario presso Termoli e la stazione ferroviaria di Chienti. Nel dicembre, nel Canale d’Otranto, affondò quattro navi a vela e cinque trabaccoli italiani, salvando poi, durante un attacco a Durazzo, 1 ufficiale e 33 uomini del cacciatorpediniere “Lika” che stava affondando e trainando fuori dal campo di battaglia l’immobilizzato cacciatorpediniere “Triglav“. Dopo uno scontro a fuoco con un incrociatore inglese rientrò a fatica a Sebenico causa nuovi problemi alle turbine.
Il 1916 vide impegnato il “Tatra” in azioni di sminamento, supporto ad azioni aeree e scorta ai convogli. Nel 1917 fece parte del gruppo di navi che sostenne il rientro alla base dell’incrociatore “Novara” gravemente danneggiato.
Durante l’ammutinamento del 1° febbraio 1918 alle Bocche di Cattaro l’equipaggio si unì alla rivolta e innalzò, con il consenso del comandante, la bandiera rossa. Operò poi fra Pola, le Bocche di Cattaro e le coste dell’Albania come scorta convogli.
Nel 1919 fu trasferito a Venezia, prendendo parte alla parata navale italiana della vittoria. Il 27 settembre 1920 fu ribattezzato “Fasana” e incorporato nella Regia Marina Militare. Tuttavia, poco dopo, venne trasferito a Pola e destinato ad essere utilizzato come fornitore di pezzi di ricambio per gli altri cacciatorpediniere della sua classe anch’essi assegnati all’Italia. Fu radiato e venduto per la demolizione nel 1923.