Streiter (383)
cacciatorpediniere

Significato del nome

Combattente (ma anche litigante).

Unità gemelle

Huszár, Ulan, Wildfang, Scharfschütze, Uskoke, Turul, Pandur, Csikos, Reka, Velebit, Huszár II, Warasdiner

Cantiere di costruzione

Trieste, Stabilimento Tecnico Triestino, Cantiere San Marco; progetto: Yarrow Poplar; impostazione: 30.10.1905; varo: 16.6.1906; completamento: 30.12.1906; ingresso in servizio: 1.1.1907; costo complessivo: 1.568.521 corone

Dislocamento

389,41 tonn., 420 tonn. ad allestimento completato

Dimensioni

lunghezza al galleggiamento: 67,13 m; unghezza fuori tutto: 68,39 m; larghezza: 6,26 m; immersione: 1,78

Propulsione

2 motrici a 4 cilindri verticali a triplice espansione, costruite nello Stabilmento Tecnico Triestino Sant’ Andrea; 4 caldaie Yarrow; 2 eliche del diametro di 2,06 m a 3 pale; potenza: 6.000 Hp

Velocità

27,64 nodi; autonomia: 500 miglia a 28 nodi; combustibile: 90,6 tonn. di carbone

Protezione

/

Armamento

  • nel 1907: 1 cannone Skoda da 7 cm; 7 cannoni a tiro rapido Skoda da 4,7 cm; 2 tubi lanciasiluri da 45 cm; 4 siluri
  • nel 1913: 1 cannone da 7 cm; 5 cannoni da 7 cm; 2 tubi lanciasiluri da 45 cm; 4 siluri
  • dal 1915: in aggiunta 1 mitragliatrice MG

Equipaggio

permanente effettivo: 4 + 61 uomini nel 1907

Storia

Il cacciatorpediniere “Streiter” fu la seconda nave della k.u.k. Kriegsmarine ad essere battezzata con questo nome. Lo aveva preceduto una cannoniera corazzata varata al Cantiere San Marco di Trieste nel 1861.
Appena entrato in servizio nella primavera 1907, lo “Streiter” fu inviato a svolgere una crociera di addestramento nel Mediterraneo Orientale, spingendosi sino a Beirut. Rimase poi nella Riserva sino al 1912 quando raggiunse varie isole del Mare Egeo.
Nell’agosto 1914 era, insieme all’incrociatore “Szigetvár“, davanti ad Antivari e poi davanti alle coste del Montenegro a contribuire al blocco navale e a bombardare le fortificazioni, nel settembre insieme alla corazzata “Monarch“. Nel febbraio 1915 lo “Streiter” attaccò un piroscafo e due barconi montenegrini e bombardò la batteria di San Ilija.
Fu poi spostato a posare mine a difesa del porto di Trieste e successivamente impegnato verso le coste italiane dove fu attaccato, senza essere colpito, da un sommergibile italiano. Nel 1916 bombardò la costa italiana presso Giulianova colpendo la linea ferroviaria e le fabbriche. Fu prima trasferito alle Bocche di Cattaro, poi a Pola e infine a Trieste, compiendo nel complesso dell’anno 31 scorte a convogli, 4 ricerche di campi minati e 9 operazioni di supporto ad attacchi aerei.
Questo tipo di attività proseguì nel 1918, sino al 16 aprile, quando entrò in collisione con il piroscafo “Petka“, affondando ad un miglio dalla costa. L’equipaggio, salvo quattro marinai caduti, fu messo in salvo dal piroscafo investitore e sbarcato a Fiume.