Scharfschütze (385)
cacciatorpediniere

Significato del nome

Scharfschütze è termine austriaco di diffcile traduzione in italiano; letteralmente significa attenta protezione.

Unità gemelle

Huszár, Ulan, Streiter, Wildfang, Uskoke, Turul, Pandur, Csikos, Reka, Velebit, Dinara, Huszár II, Warasdiner

Cantiere di costruzione

Trieste, Stabilimento Tecnico Triestino Sant’ Andrea; progettista: Yarrow Poplar; impostazione: 12.4.1906; varo: 5.12.1906; completamento: 15.9.1907; ingresso in servizio: 31.12.1907; costo complessivo: 1.528.840 corone

Dislocamento

389,406 tonn., 420 tonn. ad allestimento completato

Dimensioni

lunghezza al galleggiamento: 67,13 m; lunghezza fuori tutto: 68,39 m; larghezza: 6,16 m; immersione: 1,78 m (1,85 m ad allestimento completato)

Propulsione

2 motrici a 4 cilindri verticali a tripilice espansione, costruite nello Stabilmento Tecnico Triestino Sant’ Andrea; 4 caldaie Yarrow; 2 eliche del diametro di 2,06 m a 3 pale; potenza: 6.000 Hp

Velocità

28,72 nodi; autonomia: 500 miglia a 28 nodi; combustibile: 80,6 tonn. di carbone

Protezione

/

Armamento

  • nel 1907: 1 cannone da 7 cm; 7 cannoni da 4,7 cm; 2 tubi lanciasiluri da 45 cm; 4 siluri
  • nel 1913: 1 cannone da 7 cm; 5 cannoni da 7 cm; 2 tubi lanciasiluri da 45 cm; 4 siluri
  • dal 1915: in aggiunta 1 mitragliatrice MG

Equipaggio

permanente effettivo: 4 + 61 uomini nel 1907

Storia

Nel 1908 il cacciatorpediniere partì in primavera per una crociera di addestramento nel Mediterraneo Centrale e Occidentale (Malta, Barcellona, Gibilterra, Malaga, Algeri, Biserta, Tunisi e Corfù). Nel marzo 1913 partecipò alla dimostrazione delle flotte alleate davanti alle coste del Montenegro.
Scoppiata la prima guerra mondiale fu inviato, insieme alla flotta, in appoggio dell’incrociatore tedesco “Goeben” che tentava di sfuggire alla flotta anglo-francese. Nell’agosto 1914 partecipò al bombardamento di Budua e successivamente fece da scorta ravvicinata alla corazzata “Monarch” davanti ad Antivari, dove incendiò i magazzini e distrusse le strutture portuali.
Nel maggio 1915 partecipò al bombardamento di Porto Corsini ricevendo al ritorno la visita a bordo dell’erede al trono, Arciduca Karl Franz Josef. Il 18 giugno era di vigilanza nelle acque antistanti Rimini Nord e si mise in caccia di quattro torpediniere italiane dirette al porto di Venezia. Nel luglio, dopo aver posato campi minati a difesa del Golfo di Trieste, bombardò le coste italiane.
Nel 1916 in un incidente avvenuto su bassi fondali a Veruda danneggiò il timone ed entrambe le eliche. Fu costretto a riparare nell’Arsenale di Pola trainato da quattro chiatte. Nel dicembre operando nel Canale d’Otranto affondò due pescherecci armati e incendiò un cacciatorpediniere italiano in uno scontro nel corso del quale, insieme a quattro torpediniere, combatté contro sei torpediniere francesi e quattro italiane.
Assegnato alle Bocche di Cattaro, nel corso del 1917 effettuò scorta a convogli, 4 operazioni anti-mine, oltre a 5 assistenze ad attacchi aerei. Nel febbraio 1918 vicino a Portorose entrò in collisione con il piroscafo “Budapest” che lo speronò e ne danneggiò gravemente la poppa. Trasferito a Pola fu riparato e riprese servizio, venendo sorpreso dalla fine della guerra alle Bocche di Cattaro dove un mese prima, nell’ottobre, era stato attaccato da navi nemiche subendo due morti e cinque feriti. Nel 1920 fu assegnato all’Italia dove fu demolito