Orjen (434)
(dal 1920 Pola, dal 1931 Zenson) cacciatorpediniere

Significato del nome

Montagna a nord-ovest delle Bocche di Cattaro.

Unità gemelle

Tatra, Balaton, Csepel, Lika, Triglav

Cantiere di costruzione

Fiume-Porto Re, Cantiere Ganz & Co. Danubius; impostazione: 4.9.1912; varo: 28.8.1913; ingresso in servizio: 11.8.1914; costo complessivo: circa 3.000.000 corone

Dislocamento

800 tonn., 1.050 tonn. ad allestimento completato; 1.130 tonn. dopo il 1916 ad allestimento completato)

Dimensioni

lunghezza fra le perpendicolari: 80,70 m; lunghezza fuori tutto: 83,50 m; larghezza: 7,80 m; immersione: 2,42 m (3,20 m ad allestimento completato)

Propulsione

2 turbine AEG-Curtis, costruite nello Stabilimento Skoda, Pilsen; 6 caldaie Yarrow; 2 eliche del diametro di 2,40 m; potenza: 20.560 Hp

Velocità

32,59 nodi; autonomia: 520 miglia a 32 nodi; combustibile: 104 tonn. di carbone

Protezione

/

Armamento

2 cannoni da 10 cm; 6 cannoni da 7 cm; 1 mitragliatrice MG; 4 tubi lanciasiluri binati in coperta da 45 cm

Equipaggio

permanente effettivo: 5 + 100 uomini

Storia

Appena entrato in servizio l’ “Orjen” fu subito schierato a Lissa contro la flotta francese, per poi spostarsi nel 1915 di base a Sebenico, da cui operava in direzione del Canale d’Otranto. Il 27 maggio si mise in caccia del dirigibile “Città di Ferrara” in transito sopra Sebenico e in giugno durante l’attacco a Rimini assicurò la protezione del lato meridionale della flotta per poi posare mine lungo il Gargano e attaccare nell’agosto Pelagosa.
Seguirono ripetute azioni nel Canale d’Otranto a fine 1915 e nei primi mesi del 1916. Nel marzo 1916 scortò trasporti di truppe a Durazzo dove fu attaccato da due aeroplani italiani. Nel maggio silurò, affondandolo, un peschereccio nel Canale di Otranto. Anche nel 1917 le azioni dell’ “Orjen” in questo tratto di mare proseguirono intervallate da periodi all’Arsenale di Pola per lavori di manutenzione
(sostituzione delle caldaie e installazione di una centrale di tiro elettronica per i cannoni da 10 centimetri).
Il 2 febbraio 1918, durante l’ammutinamento delle Bocche di Cattaro, alzò la bandiera rossa con il consenso del comandante. Repressa la rivolta riprese le proprie azioni di vigilanza, scorta convogli, posa di mine e supporto ad attacchi aerei lungo la costa della Dalmazia.
Nel gennaio 1920 fu ceduto all’Italia che lo incorporò nella Regia Marina Italiana con il nome di “Pola“. Nel marzo 1928 fu destinato in Libia per il servizio coloniale, rientrando a Venezia nel 1929. Nel 1930 era nuovamente a Tripoli. Nel 1931 il suo nome fu cambiato in “Zenson” in quanto il nome “Pola” doveva essere reso disponibile per un nuovo incrociatore pesante italiano. Nel 1937 fu demolito.