Dinara (391)
cacciatorpediniere

Significato del nome

Montagne sulla costa croata-bosniaca-albanese.

Unità gemelle

Huszár, Ulan, Streiter, Wildfang, Scharfschütze, Uskoke, Turul, Pandur, Csikos, Reka, Velebit, Huszár II, Warasdiner

Cantiere di costruzione

Fiume, Cantiere Danubius; impostazione: 28.1.1909; varo: 16.10.1909; completamento: 9.12.1909; ingresso in servizio: 31.12.1909; costo complessivo: 1.515.993 corone

Dislocamento

390 tonn., 420 tonn. ad allestimento completato

Dimensioni

lunghezza fra le perpendicolari: 67,13 m; lunghezza fuori tutto: 68,39 m ; larghezza: 6,25 m; immersione: 1,78 m (1,85 m ad allestimento completato)

Propulsione

2 x 4 cilindri, costruite nello Stabilimento Danubius di Budapest; 4 caldaie Yarrow; 2 eliche

Velocità

28,5 nodi; autonomia: 500 miglia a 28 nodi; combustibile: 90,6 tonn. di carbone

Protezione

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Armamento

nel 1908: 1 cannone da 7 cm; 2 tubi lanciasiluri da 45 cm in coperta
dal 1913: 1 cannone da 7 cm; 5 cannoni a tiro rapido da 7 cm; 2 tubi lanciasiluri da 45 cm in coperta
dal marzo 1915: in aggiunta 1 mitragliatrice MG

Equipaggio

permanente effettivo: 4 + 61 uomini nel 1909

Storia

Installata la stazione radio l’anno seguente al varo, il “Dinara” fu assegnato nel 1912 alla Flottiglia Torpediniere e partecipò, nel marzo 1913, ad una dimostrazione delle flotte internazionali contro il Montenegro.
Allo scoppio della prima guerra mondiale fu inviato in appoggio dell’incrociatore tedesco “Goeben” che tentava di sfuggire alle navi alleate dirigendosi verso Costantinopoli. Nel luglio 1915, dopo aver posato campi minati davanti al porto di Spalato, partecipò ad un attacco contro le coste italiane bombardando la linea ferroviaria di San Benedetto e la stazione ferroviaria di Grottamare. Il fuoco di una mitragliatrice italiana uccise un marinaio e ne ferì un altro.
Nell’agosto 1915 partecipò al bombardamento di Pelagosa, sfuggendo sulla via del ritorno ad un sommergibile nemico. A fine 1916 effettuò a Pola riparazioni alle macchine e alle caldaie. Iniziò subito ad operare nel Canale d’Otranto scontrandosi con un cacciatorpediniere italiano ed uno francese: ricevette due colpi a bordo e un marinaio fu ucciso.
Il 1917 vide il “Dinara” impegnato in azioni di appoggio a bombardamenti aerei, bombardamenti delle coste italiane, posa e ricerca di campi minati, il 17 marzo 1918 vicino a Punta Ostro speronò l’ “U-Boot 43” che non aveva avvistato a causa della fitta nebbia, ma fu, a sua volta, speronato dalla torpediniera “100“. Tutte le unità rimasero in grado di navigare. Il “Dinara“, nonostante i gravi danni subiti, riuscì a rientrare a Fiume , trainato dalla torpediniera “100” per le riparazioni. Rimesso in mare continuò a svolgere mansioni di pattugliamento lungo le coste dalmate e albanesi, fra Cattaro e Durazzo.
Assegnato all’Italia nel 1920 fu demolito sei anni dopo.