Balaton (430)
(dal 1920 Zenson) cacciatorpediniere

Significato del nome

Nome del lago che si trova in Ungheria.

Unità gemelle

Tatra, Csepel, Lika, Triglav, Orjen

Cantiere di costruzione

Fiume-Porto Re, Cantiere Ganz & Co. Danubius; impostazione: 6.11.1911; varo: 16.11.1912; completamento: 29.12.1912; ingresso in servizio: 1.8.1914; costo complessivo: circa 3.000.000 corone

Dislocamento

8503 tonn., 1.050 tonn. ad allestimento completato

Dimensioni

lunghezza fra le perpendicolari: 80,70 m; lunghezza fuori tutto: 83,50; larghezza: 7,60 m; immersione: 2,42 m (3,20 m ad allestimento completato)

Propulsione

2 turbine a vapore AEG-Curtis, costruite nello Stabilmento Skoda di Pilsen; 2 eliche del diametro di 2,40 m; potenza: 20.560 Hp

Velocità

32,59 nodi

Protezione

/

Armamento

2 cannoni da 10 cm; 6 cannoni da 7 cm; 4 tubi lanciasiluri binati da 45 cm. sul ponte

Equipaggio

permanente effettivo: 5 + 100 uomini

Storia

Il “Balaton” era un cacciatorpediniere con il castello di prua rialzato e quattro fumaioli ovali con i due mediani più grandi. Disponeva di due alberi relativamente alti con antenne per la radio ricetrasmittente che fu installata già durante l’allestimento.
Appena entrato in servizio, il 13 agosto 1914 fu inviato in soccorso dell’equipaggio della nave “Baron Gautsch“, del Lloyd Austriaco, saltata su una mina al largo dell’isola di Brioni. Il 14 settembre 1914 fu inviato a Sebenico, il 12 ottobre in esplorazione sulla rotta Pelagosa – Bari facendo ritorno a Pola il 18 ottobre. Il 2 novembre era schierato vicino all’isola di Lissa contro la flotta francese. Al ritorno dalla missione il 22 dicembre presso l’isola di Sokol, presso Cavtat, ora in Montenegro, un sommergibile nemico gli lanciò contro due siluri ma mancò il bersaglio.
Nel 1915 effettuò missioni di esplorazione nel Canale di Otranto sino a sud di Leuca, servizio di scorta e di traino a sommergibili tedeschi in entrata nel Mare Adriatico e posa di mine. Il 23 luglio attaccò la costa italiana e nei giorni successivi Pelagosa dove sfuggì ad un tentativo di siluramento. Il 29 dicembre, congiuntamente con l’incrociatore “Helgoland“, affondò di fronte a Durazzo, il sommergibile francese “Monge“, salvando 1 ufficiale e 25 uomini.
Il 1° gennaio 1916 entrò in cantiere a Pola per riparazioni. Al termine dei lavori, l’11 febbraio salpò per Cattaro insieme all’incrociatore “Helgoland“. Il 2 aprile mentre era impiegato nella ricerca dei naufraghi del piroscafo “Andrassy” fu attaccato da un sommergibile nemico. Il 4 maggio 1916 operò in appoggio alla squadra aerea che attaccò Brindisi. Seguirono altre azioni offensive su Otranto, Valona, Gargnano.
Il 9 novembre urtò una secca mentre navigava a 20 nodi di velocità: la nave sbandò di settanta gradi a dritta. Con la sala macchine allagata riuscì tuttavia a raddrizzarsi e a raggiungere Pola da dove, terminati i lavori di riparazione, ripartì il 16 febbraio 1917 per Cattaro, effettuando poi missioni insieme al cacciatorpediniere gemello “Csepel” nel Canale d’Otranto, dove il 14 e 15 maggio affondò a cannonate il piroscafo italiano “Borea” e silurò, affondandolo, il piroscafo “Carroccio“. Nel viaggio di ritorno ebbe uno scontro a fuoco con l’incrociatore italiano “Aquila” che era stato attaccato da un sommergibile. Ulteriori azioni offensive nel Canale d’Otranto proseguirono per tutto il 1917 nel luglio, settembre e ottobre.
Il 1° febbraio 1918, trovandosi alle Bocche di Cattaro, partecipò all’ammutinamento della flotta di stanza in quella base, innalzando, con il consenso del comandante, la bandiera rossa. Stroncato l’ammutinamento, due giorni dopo il “Balaton” venne inviato a Pola. Ritornato alle Bocche di Cattaro, il 2 luglio ingaggiò combattimento contro cacciatorpediniere italiani venendo seriamente danneggiato. Fu portato a Pola il 12 settembre ma nel frattempo la guerra era terminata e il cacciatorpediniere non potè essere riparato.
Assegnato all’Italia in conto riparazioni per i danni di guerra, il 20 settembre 1920 venne iscritto nella Regia Marina Italiana con il nome di “Zenson“. Tuttavia a causa del suo cattivo stato non venne mai reso operativo ed il 5 luglio 1923 fu radiato ed inviato a Pola per recuperarne pezzi di ricambio per le unità gemelle assegnate all’Italia e che erano ancora in grado di navigare. Quanto rimaneva del “Balaton” venne demolito nel 1929-1930.